Museo Laboratorio Tecnologic@mente
Siamo orgogliosi di tutto quello che, in questi anni, abbiamo creato. Abbiamo raccolto l’eredità culturale, umanistica e tecnologica, che il nostro territorio ci ha lasciato.
Ci siamo ispirati ad un uomo, Natale Capellaro, e ai valori che hanno distinto la sua esistenza: sognare, immaginare, intuire, vedere oltre, fare voli pindarici interpretando il contesto e senza perdere il senso concreto della realtà, anteporre la sostanza all’apparenza, riconoscere l’importanza del lavoro quotidiano, procedere per piccoli passi, lavorare per il piacere e con il gusto di lavorare. Abbiamo fatto riferimento ai principi innovativi dell’Interaction Design, dell’Ubiquitous Museum e del Community Approach. Abbiamo costituito il Comitato Fondazione Natale Capellaro, per poi ideare, progettare, realizzare e aprire al pubblico il Museo Tecnologic@mente.
Cos’è Tecnologic@mente? È insieme un museo e un laboratorio. È un contesto dove trasformare la nostalgia del passato in energia positiva per guardare al futuro. È un museo per parlare del passato e raccontarlo. Noi abbiamo scelto la metafora del tesoro perché riteniamo che la nostra storia sia una grande ricchezza per la collettività. È un laboratorio perché un laboratorio è luogo di creatività e di sperimentazioni. Perché un laboratorio è l’ambiente dove è legittimo provare e riprovare sino a quando si raggiungono i risultati attesi. Perché Tecnologic@mente trova il suo senso nel continuo divenire che caratterizza la vita di un laboratorio. Tecnologic@mente è diventato il luogo dove abbiamo narrato una parte della storia industriale del nostro Paese, dando risalto alle produzioni e alla cultura della Olivetti.
Noi pensiamo che tutto ciò che abbiamo sino ad ora realizzato possa essere considerato il prototipo dell’idea che abbiamo avuto. Pensiamo che il prototipo possa diventare il centro attorno al quale proseguire il cammino intrapreso e sviluppare nuove iniziative rivolte prima di tutto alle nuove generazioni, per stimolare la creatività, per immaginare il futuro, per conoscere la propria storia e le proprie radici. Per questo, guardando avanti, pensiamo che il museo debba appartenere non solo a noi, ma sempre di più a tutta la nostra collettività: le istituzioni, la città di Ivrea, le scuole, le famiglie e tutti i soggetti che hanno vissuto o che vogliono raccontare la storia che in esso si rappresenta.