I Numeri 1 Olivetti
Nel vasto insieme di manifestazioni e di iniziative organizzate nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la presenza attiva della Fondazione Natale Capellaro tra coloro che hanno contribuiscono alla realizzazione di questo importante avvenimento, ha avuto come tema ispiratore il rilevante impulso che Ivrea, e più in generale il territorio canavesano tutto, hanno dato a partire dal primo novecento, allo sviluppo scientifico, tecnologico ed industriale della emergente nazione italiana.
La partecipazione della Fondazione ha avuto come riferimento la Olivetti, “prima fabbrica italiana” di macchine per scrivere, e come filo conduttore lo sviluppo dell’Azienda che da sempre ha identificato non soltanto una città e un territorio, ma un intero Paese, essendosi imposta come leader tecnologico a livello mondiale.
L’evento “I numeri 1 Olivetti”, organizzato con il Comune di Ivrea ed il supporto dell’Archivio Storico Olivetti, ha consentito di percorrere, e quindi di comprendere, lo straordinario cammino fatto dall’Azienda di Ivrea nei suoi cent’anni di vita.
Sono state esposte le macchine che sono state in Olivetti o nel mondo le numero 1. Macchine per scrivere e da calcolo che hanno portato l’Azienda di Ivrea ad essere tra le prime al mondo per le innovazioni, le soluzioni tecnologiche, la qualità ed il raffinato design.
Alcune di queste sono numeri 1 a livello mondiale, essendo state in assoluto le prime al mondo, come la MC14 Divisumma, di Natale Capellaro, prima calcolatrice scrivente a 4 operazioni del 1948; la Programma 101, di Pier Giorgio Perotto, il primo desktop computer del 1965; la Lexikon 82, prima portatile con elemento di scrittura a “pallina”, del 1974; la ET 101, prima macchina per scrivere elettronica del 1978; la Logos 9, calcolatrice tascabile scrivente più piccola al mondo, del 1980; e la Praxis 35, prima macchina per scrivere portatile elettronica del 1981.
Altre lo sono state per la Olivetti, essendo state le numero 1 dell’Azienda di Ivrea, come la M1, la prima macchina della “prima fabbrica italiana di macchine per scrivere”, progettata dallo stesso Camillo Olivetti e presentata all’Esposizione Universale di Torino nel 1911, quasi 100 anni fa; la MP1, di Riccardo Levi, prima macchina per scrivere portatile Olivetti fatta in diversi colori, del 1932; la Studio 42, la prima semistandard, del 1935, … per citarne solo alcune tra quelle esposte.
Tutte le macchine presentate sono state accompagnate da descrizioni dettagliate, poster, notizie ed altre informazioni di carattere tecnico e storico, anche arricchite da testimonianze, ricordi, aneddoti e racconti di esperienze vissute. In questo modo è stato possibile, e certamente più facile, far conoscere non soltanto queste macchine da primato, ma anche le persone che le hanno ideate, progettate e costruite, insieme alle storie, sempre uniche e talvolta singolari che hanno fatto loro da sfondo o cornice.
Il pubblico ha potuto visitare la mostra dal 6 novembre al 5 dicembre 2010.
























